Con il Regolamento (UE) 2024/1689 sull’intelligenza artificiale (AI Act), le organizzazioni che sviluppano, forniscono, importano, distribuiscono o utilizzano sistemi di IA sono chiamate a garantire trasparenza, sicurezza e rispetto dei diritti fondamentali, secondo obblighi graduati in base al livello di rischio.
Cosa prevede l’AI Act
Il Regolamento classifica i sistemi di intelligenza artificiale per livello di rischio — inaccettabile, alto, limitato, minimo — e attribuisce obblighi diversi ai vari operatori. Tra i principi cardine:
- trasparenza e tracciabilità dei processi algoritmici;
- valutazione del rischio e sorveglianza continua dei sistemi;
- governance dei dati e rispetto dei diritti fondamentali;
- responsabilità degli operatori e valutazione della conformità per i sistemi ad alto rischio.
Servizi
- Analisi preliminare — inquadramento dell’organizzazione e del suo ruolo ai sensi dell’AI Act.
- Classificazione dei sistemi e mappatura dei rischi secondo i livelli previsti dal Regolamento.
- Audit e documentazione di accountability — policy interne, registri, dichiarazioni di conformità.
- Contratti per lo sviluppo, la fornitura e l’utilizzo di sistemi di IA.
- Formazione e AI literacy del personale coinvolto, in attuazione dell’art. 4 del Regolamento.
- Integrazione con gli altri sistemi di compliance — Modello 231, GDPR, NIS2.
- Governance ed etica dei sistemi di IA, anche in ottica ESG.
Un interesse di lunga data
L’Avv. Stilo si occupa dei rapporti tra intelligenza artificiale e diritto da prima dell’AI Act: tra gli altri, è intervenuto sulla giustizia predittiva (2018 e 2020), sulla giustizia algoritmica alla conferenza internazionale «Intelligenza artificiale e diritto» dell’Università Mediterranea (2020) ed è stato docente nel corso «Sistemi di intelligenza artificiale applicati al patrocinio forense» dell’Università per Stranieri «Dante Alighieri» (2022). Formazione e docenze